Riposa in Pace come in Guerra
- Andrea Mariotti
- 29 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 1 lug
In Italia una giornata di lutto nazionale. In Spagna due, perché il dolore lì ha bisogno di fermentare. In Francia solo qualche ora. In Messico hanno deciso di non darsi nemmeno un termine: lutto eterno. Una tragedia umana di proporzioni disumane, dicono. Io invece continuo ad andare avanti sperando solo in una vittoria della Fiorentina che, tanto per rendere tutto ancora più complicato, è stata rimandata a Mercoledì.
Sei morto come il Papa buono Francesco. Uno che parlava di pace fra i popoli contro ogni guerra. Certo, e ci mancherebbe altro che tu fossi stato a favore. Ma nessuno ti ha mai ascoltato e le guerre sono andate avanti comunque. Sei stato inutile. Un padre buono, sì, uno di quelli che lascia fare ai figli tutto quello che vogliono anche quando bruciano il mondo. Un’icona morale irrilevante, un’eco flebile nel frastuono dell’orrore.
Va bene, lo abbiamo capito: la guerra ti faceva schifo. Anche a noi, se è per questo. Ma la facciamo comunque perché qualcuno – il tuo Dio, se davvero esiste – ha programmato questa macelleria come se fosse un esperimento da laboratorio. Ha creato un mondo dove a sopravvivere è chi uccide per non morire, e lo ha disegnato a immagine e vantaggio del predatore. E noi siamo solo animali disperati che obbediscono agli istinti che Lui stesso ci ha indotto a seguire.
Non è Darwin il colpevole, è Dio. Il tuo Dio. Quello che avrebbe potuto crearci con empatia e che invece ci ha lasciato con l’angoscia di dover competere, soffrire, perdere chi amiamo e poi morire dimenticati, in guerra, in pace, in un letto di ospedale marcendo ogni giorno di più.
Ma era così difficile creare un sistema dove non si dovesse uccidere per esistere? Dove non si morisse ogni giorno un po’? Dove non si amasse con la certezza della perdita? No, evidentemente era chiedere troppo. E allora che Dio è, se chiunque di noi con un briciolo d’ingegno e di compassione avrebbe fatto di meglio?
Adesso sei lì Francesco, in cielo, nel presepe della Sacra Famiglia, sperando che ti abbiano lasciato almeno un pezzo d’agnello avanzato della cena di Pasqua, tanto per restare fedeli alla tradizione del sacrificio.
Ma ti chiedo un favore: quando incontriai quel sadico burattinaio che chiamiamo Dio, digli pure da parte mia che il suo spettacolo della vita non merita nessun applauso, e che per quanto mi riguarda può andarsene a fare in culo, insieme al dono della vita che mi ha regalato senza che io avessi chiesto nulla.
Buon viaggio e buona pasqua quindi, Signor Bergoglio.
AM2025

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