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Macho

Immagine del redattore: Andrea Mariotti
Andrea Mariotti
1 lug
Tempo di lettura: 2 min

by Andrea Mariotti 2026



L’emancipazione femminile non si è realizzata soltanto attraverso la conquista di diritti e spazi di autonomia. Si è compiuta, in misura non secondaria, anche mediante una progressiva ridefinizione dei rapporti di potere all’interno della coppia, nella quale la figura maschile è stata indotta a una forma di accomodamento, se non di subordinazione volontaria.


Non sempre, infatti, la ricerca della parità è stata perseguita in modo puramente autonomo. Spesso essa ha richiesto, e continua a richiedere, il consenso esplicito o tacito del partner, concessione che raramente viene negata.

In questo quadro, la preferenza sentimentale si è spostata: non più verso l’uomo dominante, portatore di una mascolinità assertiva, ma verso colui che si mostra disponibile, conciliante, pronto ad assecondare. Quest’ultimo è divenuto, in molti casi, l’alleato più utile.


Sorge allora una contraddizione culturale di non poco conto. La femminilità — anche nelle sue manifestazioni più ostentate e artificiali — viene celebrata come espressione legittima di libertà e di autodeterminazione.


La mascolinità, al contrario, è sempre più spesso rappresentata come un residuo di cui vergognarsi, un tratto da nascondere o da attenuare. Il doppio standard si fa particolarmente evidente sul piano dell’apparenza: interventi estetici su seno, labbra o glutei sono accolti come scelte; un uomo che cura il proprio corpo in modo analogo rischia di essere giudicato edonista, mentre chi non lo fa viene tacciato di trascuratezza o di primitività.


Così, nella scelta del compagno, si predilige spesso la comodità alla forza, la docilità all’autorità. Si sceglie colui che arriva secondo e che raramente contraddice. Ma le conseguenze di questa preferenza non si esauriscono nella relazione di coppia.


Quando nasce un figlio, il modello paterno che viene trasmesso è quello di un uomo abituato a cedere, a non prevalere, a non affermarsi. E il figlio, inevitabilmente, cresce all’ombra di quella stessa disposizione.

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