Il Calcio

Il Calcio è una guerra simulata, dove l’odio si consuma senza lasciare cadaveri. È una liturgia collettiva che placa l’antica fame di naturale conflitto insita nella pianta uomo.
Per novanta minuti lo stadio diventa trincea, i colori bandiere e il tifo un grido di assedio. La folla si riconosce in una tribù, combatte una battaglia senza sangue, vive l’estasi della vittoria o l’umiliazione della sconfitta.
Eppure dopo tutto si dissolve: niente funerali né vendette. Restano solo le discussioni al bar, il rimpianto e la promessa di un altro interminabile fine settimana di attesa.
Così il Calcio nutre e assolve l’uomo dalla sua ferocia originaria, offrendogli un campo di battaglia astratto e ideale, dove potrà sempre perdere o vincere, ma senza dover davvero combattere, uccidere o morire.
E allora ben venga il Calcio, perché sarà sempre meglio vivere una guerra finta, piuttosto che una guerra vera.
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