Ghomeo 2.1
- Andrea Mariotti
- 26 giu
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 1 lug
Prototipo dell'applicazione omonima per il settore immobiliare internazionale.
Cos’è Ghomeo
E’ un prototipo di applicativo video per l’autogestione delle proprietà immobiliari. Chi vende o affitta un’abitazione, non deve più rivolgersi ad un’agenzia di intermediazione e pubblicità. Filmerà lui stesso il video della sua casa in vendita, che sarà visibile in tutto il mondo grazie a Ghomeo!
Ghomeo è l’applicazione che mette in contatto direttamente le due parti in causa: venditore e acquirente/locatore e locatario. Tutto si svolge all’interno del video-portale immobiliare attraverso un nuovo e inedito protagonista: il proprietario, nelle vesti di produttore diretto del proprio filmato promozionale, che lui stesso potrà, grazie all’applicazione dedicata, girare comodamente con qualsiasi smartphone di recente fabbricazione da casa sua in ogni parte del mondo; anche senza possedere alcuna capacità tecnica di video ripresa.
Il successivo montaggio video, con musica di fondo e correzione degli errori di ripresa, è svolta internamente dall’applicazione, che si occupa di guidare l’operatore, fornendo i necessari consigli preliminari per un’adeguata ripresa video, come: illuminare gli ambienti; stabilire un percorso logico prima di iniziare il girato e infine inserire i dati del suo immobile (prezzo, dimensione, disponibilità etc) attraverso una semplice interfaccia grafica fatta di sole immagini, e senza bisogno di dover scrivere alcun testo descrittivo.
Il video infatti parla da solo, ed è estremamente più efficace di qualsiasi servizio fotografico professionale, in quanto offre una dimensione visiva spaziale e temporale estremamente più dettagliata e comprensibile.
Inoltre i proprietari potranno girare il video tutte le volte che vogliono, e sostituirlo ripubblicando una nuova versione ogni volta.
Ma qual’è la vera esclusività di questo nuovo sistema? Qual’è la sua forza rispetto alla versione precedente?
Ghomeo 2.1 nasce naturalmente da una versione precedente. E’ stato un mio portale che produceva audiovisivi delle strutture ricettive in Toscana. I nostri operatori si recavano sul posto per filmare gli immobili, che sarebbero poi stai montati e pubblicati online. Solitamente erano case coloniche e cascinali isolati sulle colline in provincia di Siena e Firenze. Sono stati girati più di 350 video in due anni. Il format prevedeva un tour dell’immobile in “piano sequenza” , ossia una ripresa senza interruzioni, che simulava la prospettiva di qualcuno che visita una casa camminandoci dentro. Nel 2014 non c’era ancora niente di simile.
Tuttavia non sono stati pochi gli inconvenienti che si sono presentati alla produzione:
1- Il costo del servizio restava sempre troppo alto rispetto alla reale disponibilità economica dei proprietari (350€).
2- Il portale in fase di Start Up non garantiva sufficiente visibilità sul web, in quanto non venne fatto alcun investimento pubblicitario, e quasi nessuno se ne serviva realmente. I video venivano consegnati ai clienti che poi pubblicavano direttamente sul loro sito ufficiale. I social network non erano ancora uno strumento di divulgazione immobiliare. Erano pochi coloro che si servivano del portale, che presto smise di rendersi operativo.
3- Le zone erano spesso difficili da raggiungere, facendo aumentare il tempo stabilito per le riprese. Le stagioni invernali non permettevano le necessarie condizioni per realizzare filmati luminosi e accattivanti. Le piogge, le nebbie, l’erba dei prati ingiallita dal caldo estivo e le piscine coperte, inducevano i nostri clienti, che pure si erano impegnati a pagare un anticipo, a rimandare il sevizio a momenti migliori.
4- Come per ogni novità, e questa lo era rispetto ciò che offriva il mercato, non si poteva non avvertire una sincera e generale diffidenza. I clienti non erano ancora
pronti per aderire ad un progetto ancora in fase sperimentale e che presentava più di un’incognita, oltre che non avere un credito di immagine necessario a convincere i più diffidenti.
Quindi il portale chiuse i battenti e sparì dal web. La società si sciolse e ognuno prese la sua strada.
Tuttavia, poco prima di chiudere l’attività ebbi l’intuizione di aver individuato il motivo principale e forse anche l’unico, che era stato il responsabile del suo fallimento: il problema si sarebbe risolto soltanto se i proprietari avessero fatto parte della produzione girando loro stessi il video della loro casa.
Così potevamo avere un operatore, nostro alleato, per ogni immobile in vendita o in affitto in qualsiasi parte del mondo. Questa intuizione è stata determinante, in quanto ribaltava radicalmente il concetto di produzione, delegando il diretto interessato a produrre direttamente il suo film, eliminando così ogni costo per le riprese. Inoltre il nuovo sistema non avrebbe avuto limiti geo referenziali ed avrebbe esercitato la sua attività ovunque, avendo costruito un meccanismo auto-produttivo di modello industriale.
Tutto questo avrebbe reso possibile un abbattimento assoluto e inimmaginabile dei costi di realizzazione, con un conseguente offerta del servizio a prezzi ridotti al minimo, e quindi estremamente attraenti per una clientela potenzialmente infinita.
Ma restava comunque un problema primario da risolvere:
Come sarebbe stato possibile realizzare un App in grado anche di sostituire un professionista videomaker con un qualsiasi proprietario di un immobile, che nulla conosce delle basilari competenze che servono per girare un video?
Inoltre, gli smartphone di sei anni fa non erano ancora in grado di produrre un filmato “stabilizzato” senza far uso di un gimbal supplementare. Tuttavia “i telefonini” iniziavano ad essere molto simili ad una videocamera professionale.
Il Samsung 7 Edge era uno di quelli che aveva iniziato ad offrire una primitiva forma di stabilizzazione sfruttando un giroscopio integrato all’hardware. Questo premetteva di poter girare un “piano sequenza” camminando lentamente all’interno di un edificio. Ma non era ancora sufficiente per garantire una ripresa video di livello professionale.
Era solo l’inizio di una rivoluzione, che sarebbe avvenuta pochi anni più tardi, quando la sfida Apple-Android si è concentrata sullo sviluppo della videografica computazionale. I due sistemi stavano facendo il gioco di Ghomeo 2.0, pur seguendo altri nobili scopi. In pochi anni, ogni smartphone aveva integrato un sistema di stabilizzazione ottico. iPhone 11 aveva due lenti che galleggiavano sul sensore; iPhone 12 aveva tutto quanto il sensore in sospensione, e garantiva una fluidità che rendeva lo smartphone una vera e propria “Stedycam”; iPhone 14 Pro (che io uso adesso) aggiunge una modalità di stabilizzazione estrema, ancora da perfezionare; che rende possibile una ripresa fluida anche se l’operatore dovesse inciampare maldestramente su ogni ostacolo.
A settembre, con la presentazione del nuovo iPhone 15 sarà disponibile un nuovo sistema operativo che offrirà un ulteriore vantaggio a Ghomeo 2.0:
Apple ha deciso di aprire le porte dei suoi segreti industriali agli sviluppatori di applicazioni di terze parti (compreso la nostra), rendendo fruibile ogni vantaggio tecnologico che adesso non è accessibile. L’App Ghomeo infatti potrà servirsi dell’applicazione nativa di “Fotocamera” integrandone le sue straordinarie capacità e senza doverne svilupparne una propria. L’app quindi, nella sua evoluzione, dovrà concentrarsi principalmente sulla risoluzione di problematiche relative al portale e come gestire un flusso potenzialmente infinito di clienti, che hanno bisogno di essere assistiti ed automaticamente guidati per tutto l’arco della compravendita nel momento in cui diventerà esecutiva. Questa sezione dell’applicazione, solo apparentemente ti tipo convenzionale è il secondo ma non meno importante motore di un sistema di gestione nuovo e semplificativo.
Ghomeo 2.1 potrà anche farsi intermediaria di qualsivoglia tipo di compravendita attraverso un sistema automatizzato che svolge il compito
solitamente affidato alle tradizionali agenzie immobiliari, per risolvere problemi amministrativi e legali. Questa sezione dell’applicativo è ancora in una fase di studio preliminare, e sarà affidata ad un gruppo di professionisti in grado di prevedere in anticipo qualsivoglia tipo di problematica legale burocratica e amministrativa.
SOS Casa ;-)
Ma Ghomeo non è solo questo. Il suo obbiettivo è sostituirsi alle agenzie immobiliari attraverso un sistema nuovo e ambizioso, ma può spingersi anche oltre questo attraverso un servizio nato con il fine di non lasciare indietro nessuno: “Il recupero del bene di proprietà”, che offre a chi vorrebbe vendere il suo immobile ma che non può farlo perché gravato da un’ipoteca che blocca la compravendita e che non risolve il debito. SOS Ghomeo paga la cauzione e libera l’immobile dal sequestro facendolo tornare una tua proprietà. Sarà poi Ghomeo il tuo acquirente, che oltre a farti restituire la proprietà del tuo immobile, ti libera legalmente dal debito e ti permette di rivenderla a Ghomeo ad un prezzo che soddisfi entrambe le parti e che sia concordato fin dall’inizio.
Come funziona l'applicazione?
l’App si divide in due parti: Venditore / Cliente /
Il venditore è colui che aderisce al sistema fornendo il video che lui stesso ha girato e che Ghomeo ha montato e pubblicato sull’App. Il Cliente è colui che ha scaricato l’Applicazione e visita gli immobili in vendita o in affitto attraverso il video e le sue animazioni grafiche informative. I costi di adesione sono in fase di studio, e prevedono diverse possibilità commerciali. Fra le quali:
1- Far scaricare l’App a pagamento a chi vende l’immobile, e permettere l’uso gratuito ai potenziali clienti visitatori. I costi di abbonamento all’App sono ancora da quantificare.
2- Permettere l’uso gratuito dell’Applicazione per chiunque se ne voglia servire, e ricavare una piccola percentuale in denaro per l’intermediazione dopo ogni compravendita concretizzata. Tuttavia questo tipo di trattativa non può essere monitorato nel caso in cui la vendita si svolge privatamente e senza che Ghomeo ne sia a conoscenza. Il modo per aggirare questa condizione sarà quello di far incontrare venditore e acquirente indirettamente e senza fornire alcuna indicazione privata. Impedendo il contatto diretto e il conseguente Bypass su Ghomeo. In sintesi, ogni compravendita verrà gestita dal sistema e Ghomeo, che sarà l’unico custode delle informazioni private dei suoi clienti.
Il funzionamento del prototipo dell’applicazione è visibile su questo indirizzo, che può visualizzare solo chi ha questo link: www.youtube.com/watch?v=WWhfn5rIXEE
Quali sono i possibili inconvenienti?
Abbiamo parlato di Ghomeo 2.1 come se fosse già operativo. In verità l’applicazione non esiste ancora. Ed è per questo che l’unico motivo di preoccupazione è che qualcuno stia progettando qualcosa di simile e che sia più avanti di noi nello sviluppo concreto del software.
Rivendita del programma Ghomeo 2.1
Il gruppo di ricerca e sviluppo del progetto Ghomeo dovrà essere finanziato prima possibile e rendersi operativo prima di eventuali concorrenti. L’obbiettivo sarà quello di renderlo funzionante e fatto conoscere in tutto il mondo, per poi rivenderlo in blocco ad uno dei colossi del web come YouTube, che potrebbe integrarlo sulla sua piattaforma, preferendo acquistare un progetto già operativo piuttosto che dover riscrivere da capo tutto il programma.
Ideazione e Studio Preliminare di Andrea Mariotti
+39-3339296164
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